IL PARADOSSO DI AMBIRE A VOLER POCHI OSPITI DI ALTOLIVELLO LAVORANDO IN UNA DESTINAZIONE CON DECINE DI MIGLIAIA DI CAMERE

Pubblicato da Giacomo il

IL PARADOSSO DI AMBIRE A VOLER POCHI OSPITI DI ALTOLIVELLO LAVORANDO IN UNA DESTINAZIONE CON DECINE DI MIGLIAIA DI CAMERE

Gironzolando e parlando di turismo continuamente con moltissime persone al giorno, spesso m’imbatto in questa frase, detta sia da persone che ritengo poco preparate nel campo turistico, ma ogni tanto anche da individui che considero esperti e conoscitori di dinamiche vacanziere.

La frase incriminata che mi sento ogni tanto dire è:

 Sai, vorrei che la mia realtà o comune avesse solo turisti di alto livello, in quest’ultimo periodo gli ospiti che vedo sono tanti ma spendono poco. Vorrei tornare ad anni addietro, quando erano meno e spendevano molto di più. Secondo te Giacomo come potremmo fare?

Tralascio chi sono coloro che esprimono questi pensieri, persone che spesso hanno delle attività così scarse dove per forza entra solamente un basso spendente; perché in effetti, all’interno di certe attività ovvio che non si possa scorgere altra categoria.

Uno di loro aveva una porticina con scritto sopra telefono (scritta con pennarello) ma dentro aveva creato un bagnetto per gli ospiti per farvi un esempio.

Tra parentesi; l’estetica di un’azienda attira ed attrae il proprio tipo di clientela, non c’è altro da dire! Se l’attività turistica è sporca attirerà ospiti per la maggior parte sporchi; se l’azienda punta sull’arte attirerà ospiti amanti dell’arte, se il locale è alla moda attirerà persone alla moda; e così via, ogni persona cerca una realtà simile alle proprie abitudini.

In altre occasioni però chi pone questa domanda sono veramente individui che hanno cultura, che hanno realtà importanti e che già attirano ospiti con un portafoglio gonfio; quindi mi chiedo come mai mi pongono questo tipo di perplessità.

Una destinazione turistica che non ha la fortuna di possedere le opere ed i monumenti di Firenze, Parigi, Venezia o Roma ha, come ogni prodotto sul mercato, un proprio ciclo di vita e per non cadere nel dimenticatoio deve per forza seguire le tendenze della richiesta turistica, intercettando il nuovo ospite e le sue ricerche.

Quante destinazioni erano famosissime negli anni 80, vivevano sulla cresta dell’onda ed oggi, dopo 40anni, sono praticamente sconosciute alle nuove generazioni? Basti pensare all’avvento di Gallipoli, inesistente fino a qualche decennio fa, od il declino di alcuni comuni termali famosissimi ma sconosciuti alle nuove generazioni.

Una destinazione, proprio come ogni altra azienda, passa da diverse fasi:

  • Lo start up iniziale avviene nel momento in cui spesso qualche lungimirante privato trascina, nel vero senso del termine, la destinazione, mostrando la via da seguire al proprio territorio per comunicare con i turisti, sia si tratti di comuni che di privati.

Grazie a tali imprenditori iniziano a giungere i primi turisti, il territorio si domanda da dove arrivano queste figure non del luogo, i residenti quasi li evitano per paura di dover parlare in inglese.

Dopo qualche anno ( dai 5 ai 10 di media) anche molte altre realtà private iniziano a capire l’importanza dell’indotto turistico, comprendendo che il mondo parallelo turistico può aiutare a rendere aziende floride. Spesso infatti solitamente, molte attività grazie all’indotto territoriale pagano i costi d’esercizio mentre tramite l’avvento dei turisti guadagnano i veri soldi.

Questo comporta avere due diversi incassi derivanti da 2 canali differenti.

Iniziano quindi molte di loro ad interagire con i turisti e ne approfittano per migliorare le proprie competenze e per “educarsi ad un accoglienza del turista 2.0”, creando spesso un reparto ad esso dedicato. I turisti in questo caso sono accolti con interesse e tutta la destinazione ambisce ad ospitarli, i residenti iniziano da schivarli ad ignorarli.

Nella fase tre le prime aziende fautrici del turismo, vengono prese come esempio dalle altre e sono emulate da competitor nello stesso settore, con l’obiettivo di comprendere come intercettare gli stessi turisti.

In questa fase anche le istituzioni come comuni od enti pubblici iniziano a rendersi conto dell’importanza del turismo all’interno del proprio indotto, sia grazie alla testimonianza delle attività commerciali, sia fattivamente tramite la tassa di soggiorno introitata ed il guadagno derivato dal pagamento dei parcheggi.

In questo caso il comune investe in primis nella promozione del proprio territorio supportando la comunicazione già effettuata da molte realtà private.

I turisti arrivano a flotte divenendo un ottimo business per tutta la destinazione; comune compreso, i residenti sono felici ogni qual volta incrociano un turista perché sono a conoscenza di un parente o amico che prospera o lavora grazie al loro arrivo.

Diciamo che la destinazione è divenuta un luogo che vive grazie anche a questo tipo di settore.

Insomma, questo è un po’ ciò che accade nelle varie fasi di sviluppo di una destinazione turistica

Nel primo periodo di start up i turisti sono pochi e spesso i più coraggiosi ad avventurarsi in un territorio poco conosciuto; essi però sono anche coloro che raccontano di più, recensendo la destinazione. Le strutture ricettive sono poche e male organizzate

Nel secondo periodo di crescita, iniziano ad aumentare i numeri di turisti e di conseguenza anche le strutture ricettive crescono assieme alla specializzazione delle stesse.

Nel momento in cui la maturità della destinazione è stata raggiunta gli ospiti giungono copiosi e le camere da vendere aumentano a dismisura.

Ora la centralità del territorio diventa prettamente a vocazione turistica e l’escursionismo dilaga.

In fase di maturità s’innescano dei meccanismi automatici difficili da bloccare. Infatti se nel periodo di crescita la promozione era ancora una nicchia di mercato e la destinazione era scelta da early adopter ( cioè gli avventurieri coraggiosi che provavano la novità), non ancora interessante per il turismo di massa; nel periodo di maturità diviene una destinazione matura ed altamente visitata.

In quel momento quindi:

Iniziano a crearsi servizi di prim’ordine, molte persone comprendendo il business decidendo di specializzarsi inventando molti prodotti turistici, differenziando in questo i servizi e specializzando sempre di più l’offerta.

I posti letto quindi continuano ad aumentare in diverse tipologie di alloggio, specializzando ed intercettando sempre maggiormente anche gli ospiti più di nicchia; insomma la destinazione diviene luogo in cui ogni persona può trovare ciò che gli interessa.

Tanta specializzazione quindi vuol dire molti turisti diversi, perciò un mercato interessante anche per tanti tour operator importanti, non parlo di quelli che vendono decine di camere, ma coloro che decidono gli spostamenti di nazioni, riempiendo migliaia di posti letto a settimana.

Le grandi catene alberghiere di conseguenza investono nella destinazione acquistando strutture, divenendo in questo modo anche loro promotrici del territorio.

Tutta questa grande comunicazione svolta da moltissimi attori sia pubblici (come consorzi, regioni, comuni e località) che privati (come strutture ricettive, tour operator, agenzie viaggi, uffici turistici ed organizzatori di tour) portano l’investimento comunicativo e promozionale della destinazione a livelli altissimi; in questo modo anche google, i social e gli attrattori mondiali si accorgono dell’importante investimento pubblicitario presente in quella determinata zona fiorente.

Dove vi sono soldi si avvicinano realtà con importanti capitali e di conseguenza la comunicazione è inevitabilmente fortissima e massiva.

Tutta questa over comunication di contenuti e promozione raggiunge il suo obiettivo.
Rendere la destinazione di moda e quindi interessante da visitare.

Ogni azienda del territorio entra in competizione con le altre, alzandone la qualità, la concorrenza porta giovamento all’ospite quindi attira ancora più turisti nella destinazione, rendendola sempre più frequentata.

Se in una destinazione vi sono mille posti letto, magari quasi sempre occupati, non si crea stimolo a quelle strutture che ospitano nel ricercare nuovi canali di distribuzione e nuovi mercati in cui interagire, perché sanno che la concorrenza è poca e spesso il riempimento delle camere avviene investendo scarsa energia.

In questo caso gli investimenti economici sono pochi per promuoversi perciò la destinazione è poco visibile e conosciuta.

Nel caso in cui una destinazione abbia 100mila posti letto ovvio che per far vivere tutti si debba cercare di promuoversi al meglio, sfruttando ogni canale di vendita e relazionandosi con i grandi tour operator e con le O.T.A. come Booking ed Expedia, le quali muovono la propria importante comunicazione se hanno tantissime camere da poter rivendere, non certo dove hanno qualche centinaio di letti da riempire.

 Più camere da vendere + investimento promozionale + destinazione attrattiva + interessi dei grandi + turisti in arrivo. Questa è’ l’equazione turistica.

Facendo un esempio semplice e di facile comprensione:

se in un paese vi sono 3 ristoranti con 30 tavoli in totale, non sarà difficile che questi si riempiano, proponendo menù simili, quindi essi non saranno incentivati a promuoversi per attirare nuovi clienti oppure ad attivare nuovi canali vendita.

Se una città invece ospita 40 ristoranti con un totale di 4000 posti a sedere, ovvio che la storia cambia.

La specializzazione dei menu aumenta moltissimo, la concorrenza si alza, quindi anche la promozione ed il costo di acquisizione di un ospite nuovo.

Questo porta a migliorare il servizio, la bellezza della location ed ad intercettare maggiori target.

In questo modo nasceranno ristoranti di pesce, carne, pizzerie, ecc ecc.

Maggiore sarà la promozione dei ristoranti maggiori saranno i turisti che arriveranno nel paese sapendo che si mangia bene, potendo avere molta varietà di scelta.

In questo modo le grandi realtà come The fork ad esempio, si avvicineranno perché troveranno molti ristoranti con cui lavorare, quindi investiranno più volentieri in città dove possono rivendere molti tavoli rispetto al paese dove hanno la rivendita di magari 10 posti a sedere.

Tutta questa comunicazione porta ad avere moltissimi acquirenti di ogni genere nella città mentre sempre i soliti nel paese.

La città continuerà ad aumentare di numero, quindi di offerta e perciò di qualità. il piccolo paese non avrà mai nuovi ristoranti perché non essendoci offerta, la richiesta è bassa e di conseguenza anche la qualità.

Sono stato più chiaro con questo esempio che ne dici?

Quindi maggiori sono le aziende che creano prodotto turistico da rivendere e maggiori sono le camere da riempire.

Come conseguenza capiamo l’aumento degli investimenti promozionali; più saranno le realtà interessate a vendere la destinazione conseguentemente aumenterà la specializzazione, qualità e ed il numero di turisti.

Alcune destinazioni quindi, non potendo più ingrandirsi per cause geografiche, decidono di aumentare i prezzi, mentre altre continuano ad aumentare di dimensione e specializzazione divenendo una destinazione paragonabile ad un’atleta sovrallenato e quasi dopato, completamente sproporzionato rispetto a com’era all’inizio.

Le strade sono quindi due; all’aumentare della richiesta c’è la destinazione che alza il prezzo medio mentre troviamo anche il territorio che gonfia il numero delle camere.

Il primo secondo il mio modesto parere sarebbe la soluzione migliore ma il libero mercato quasi sempre opta per la seconda ipotesi, tutti vogliono entrare in un mercato così florido.

Questo comporta una grandissima competizione, specializzazione e professionalità. Ogni realtà deve essere specializzata, attenta ai costi, professionale ed al passo con i tempi per poter competere con la concorrenza.

In una destinazione infatti chi ha una struttura con queste caratteristiche attira a se i migliori ospiti, pian piano invece, più si abbassa la qualità, più si abbassa il prezzo e quindi più si sgonfia il portafoglio dell’ospitato.

È fisiologico, non ho mai sentito un 5 stelle, in nessuna destinazione, lamentarsi che i propri ospiti spendono poco.

In una destinazione florida e matura si trova ogni tipo di ospite, vi è sempre presente sia il turista ricco che quello povero. Sta a te decidere quale di questi voler rendere felice.

Per rispondere quindi alla domanda iniziale ”Sai, vorrei che la mia destinazione avesse solo turisti di alto livello, in quest’ultimo periodo gli ospiti che vedo sono tanti ma spendono poco. Vorrei tornare ad anni addietro, quando erano meno e spendevano molto di più. Secondo te Giacomo come potremmo fare?”

Ora sai anche tu come rispondere. O abbatti la concorrenza o migliori continuamente e specializzi la tua realtà

Chi pone questa domanda ha già deciso quale tipologia di turista voler servire, quali servizi concedere e che target intercettare.

Perché il turista non sceglie dove andare! È l’attività turistica che ATTIRA e accoglie il proprio ospite!

Mostrami la tua struttura e ti dirò che turisti attirerai!

Che Dio salvi il turismo

Gioiosi saluti

Giacomo


0 commenti

Lascia un commento

Avatar placeholder

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *